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STORIA DEL “CAMPO COMUNALE NOMADI” di AGRIGENTO

Il Campo Nomadi di Agrigento viene creato dal Comune a seguito dell'insediamento di numerosi sedicenti ROM provenienti dalla Jugoslavia nel 1995. Tali gruppi di famiglie (una decina) si insediarono volontariamente nella frazione di Villaseta (già considerato quartiere degradato di Agrigento) ed erano facile manovalanza della mafia locale. Per rompere questi contatti il Sindaco Lillo Sodano diede vita in uno spiazzo individuato in C.da Gasena (nelle vicinanze del carcere della città) e persistente al lato opposto della città relativamente a Villaseta. Il campo era formato da 40 baracche di legno costruite dagli stessi nomadi e nelle quali erano presenti circa 132 persone con 42 famiglie. i bambini erano circa 60.

Il Campo Comunale  Nomadi di Agrigento prende così vita ma la comunità nascente viene comunque ghettizzata. Nessuno sa quello che succede nel campo fino a quando nell'estate del 1997 il sottoscritto con un gruppo di volontari prova ad avvicinarli ed a condividere qualche momento. La frequenza crea comunque una minima disponibilità d'intesa e le sollecitazioni trovano spazio per formare una scuola di alfabetizzazione per adulti nel campo (richiesta condivisa dal Provveditorato agli studi di Agrigento) e si avvia una classe di alfabetizzazione per adulti. La collaborazione dei docenti succedutesi negli anni fa sì che si avvii anche, come puro volontariato, una scuola per i bambini sul campo. A questo progetto aderisce la CARITAS diocesana che mette a disposizione una baracca in cemento di circa 12 metri quadri per operare di conseguenza. Viene anche inviato un sacerdote volontario che risulta essere Don Lillo Argento.
Il 24 febbraio del 1998 nasce l'Associazione VOLONTARIATO ITALIANO MISSIONARIO "Amore è Carità" - Onlus. In collaborazione con la CARITAS diocesana, il Comune di Agrigento e con il Provveditorato agli Studi di Agrigento vengono convocati i Direttori Didattici della città e si avvia un progetto di scolarizzazione dei bambini del campo nomadi. I bambini vengono prelevati con un pulmino del comune e portati nelle varie scuole di Agrigento, suddivisi in modo da non creare scuole ghetto. Il progetto funziona e va avanti fino alla chiusura del campo. Nei periodi di festa e in estate vengono perfino organizzate attività oratoriale e ricreative attraverso dei volontari.

Sempre dal 1998 il Comune fa una convenzione con l'Associazione e delega ad essa la formazione di una anagrafe che viene riconosciuta anche dalla Magistratura di Agrigento.

A questa popolazione dell'ex Jugoslavia si aggiungono dal 2003 ROM provenienti dalla Romania, si tratta di due giovani famiglie per complessive 10 persone (4 adulti e 6 bambini) le due donne adulte si occupavano di elemosina i due maschi si integravano con la vita delinquenziale dei Jugoslavi che era mirata a piccoli furti nelle villette di campagna. Altre due famiglie Romene si insediarono nel campo agli inizi del 2004 una coppia senza figli e una coppia con tre figli si adattarono al modo di vita delle precedenti.
In quel periodo cominciarono a frequentare il campo alcuni nomadi di passaggio provenienti da Palermo e da Napoli che hanno dato una spinta all'attività illegale degli abitanti che sono passati dai furti nelle abitazioni estive e di campagna a vere e proprie rapine in villa.

Nel 2005 il 07/12/20115 con precisione a seguito di una rapina perpetrata qualche mese prima in una villetta di Messina e che causò la morte del proprietario della villetta e la morte di un ragazzo Jugoslavo alla sua prima rapina, il Prefetto di Agrigento dispose la chiusura del Campo Comunale Nomadi.
Molti nomadi vennero arrestati per quell'evento delittuoso e le famiglie si divisero in alcuni comuni come Canicattì (con il gruppo maggiore), Favara (quattro famiglie) e Porto Empedocle con due famiglie.
Non si hanno più notizie dei romeni che erano residenti al campo, ma in città sempre nel 2005 sono arrivate altre due famiglie di ROM rumeni (due donne due uomini e quattro bambini) che hanno abitato, fino allo scorso anno 2013, una casa nella zona vecchia della città nel quartiere Duomo, vivono di elemosina e si incontrano spesso nei semafori della Stazione Centrale di Agrigento.

Dopo la chiusura del campo, l'associazione, non supportata da nessun ente, ne economicamente ne volontariamente, ha dovuto chiudere la propria attività di dialogo con i nomadi divisi nel territorio provinciale.
I documenti in nostro possesso, vista l'impossibilità di riprendere l'attività in questo settore, sono stati bruciati lo scorso anno (2013) e non sono più in nostro possesso.

l Campo Comunale Nomadi di Agrigento è stato chiuso con l'intervento della Prefettura in data 07/12/2005

F O T O

Vedute dell'ex Campo Comunale Nomadi - Contrada Gasena - Agrigento

Anagrafe monitorata al 01 Agosto 2003

Statistica

Persone Presenti 

132

Maschi

72

 
Femmine

60

 
Bambini (0 - 2 anni)

7

 
Bambini (3 - 5 anni)

13

 
Bambini (6 - 10 anni)

26

 
Ragazzi (11 - 15 anni)

14

60

Giovani (16 - 18 anni)

5

 
   
Famiglie 

42

 

[ Legge Regionale Sicilia ]     

                                   

Ultimo aggiornamento: 28/04/2014